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Il contratto di Governo sulla “scuola”

Lega e Movimento 5 stelle hanno firmato un contratto o programma di Governo; la scuola occupa per così dire la ventiduesima posizione, e ciò non va bene; l’istruzione deve sempre essere posta tra priorità del Paese: essa consente alle persone una positiva formazione della personalità, prepara al mondo del lavoro ed è strumento di sviluppo economico. Dovrebbero saperlo i politici, ma, evidentemente, non lo sanno.

Il contratto è scritto nella logica del superamento della recente riforma della c.d. Buona Scuola. Ci si prefigge: la revisione del sistema di reclutamento, appena riformato, l’abolizione della chiamata diretta dei docenti da parte del dirigente, la revisione dell’alternanza scuola-lavoro. Si conferma invece la necessità di una formazione continua degli insegnanti.

Circa le novità si segnalano: una particolare attenzione del legame che deve esserci tra docenti e territorio; il superamento delle “classi pollaio”, cura dell’edilizia scolastica, graduatorie e titoli per l’insegnamento, il superamento del precariato e attenzione ai diplomati magistrali; il contrasto alla dispersione scolastica e una maggiore attenzione agli allievi che presentano disabilità.

Una battuta finale: bene il superamento della c.d. sulla Buona Scuola che ha creato non pochi problemi; meno bene il piano per il suo superamento; meno bene ancora le proposte innovative.

Comunque, valuteremo meglio il nuovo Governo alla prova dei fatti.

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